
"Il Tibet terra di delirii, di bellezza e d'orrido,
di cielo libero sui deserti sassosi
e di antri dove l'aria è come quella di una vecchia fornace,
di cime eccelse scintillanti nel sole"
(Fosco Maraini, Segreto Tibet, 1951)
Con la presente mostra ASIA intende fornire al visitatore uno spaccato
completo di vita reale sul Tibet e sui suoi contrasti. Da un lato
il silenzio e l’introspezione dei monasteri, la spiritualità più profonda,
le lande magiche e desolate, l’ubiquità della sacralità; dall’altro
il degrado ambientale, urbano e sociale, fatto di prostituzione, precarietà,
corruzione, abbandono. Il processo di “edenizzazione”, l’immaginario
collettivo spesso caratterizzato da una visione mistificata del Tibet
e del suo popolo mal si adattano alle pressioni politiche che ne hanno
cagionato la progressiva destrutturazione sociale e culturale.
La mostra è costituita di cinquantasei foto realizzate da due fotografi
di fama internazionale durante i loro viaggi in Tibet: • Alberto Giuliani
– Degrado sociale, ambientale e urbano; • Carlo Meazza – Momenti di
vita quotidiana; distruzione del patrimonio architettonico tibetano:
Timidi sguardi, monaci raccolti in preghiera, mani insanguinate e
strutture fatiscenti: queste foto colgono l’intensità del contrasto
fra tradizione e modernità, la drammaticità di un popolo la cui identità
culturale stessa è minacciata da spinte politiche imperniate sull’omologazione,
sull’annientamento di una tradizione considerata “minoritaria”.